Frana a Niscemi: il paragone con il dramma del Vajont
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Direttore: Franco Ferraro

Frana a Niscemi: “Il movimento franoso ha superato quello del Vajont”

Una casa danneggiata da una frana

Anche l’esercito a Niscemi per mettere in sicurezza la situazione dopo la tremenda frana. Gli ultimi aggiornamenti della Protezione Civile.

Per cercare di dare una mano e garantire la sicurezza delle persone, a seguito della frana a Niscemi anche l’esercito e il Genio Militare sono arrivati sul posto. Gli esperti della Protezione Civile, inoltre, sono a lavoro per ristabilire tutto il necessario per le zone che sono rimaste in piedi al netto di un disastro che è stato paragonato a quello del Vajont e che risulterebbe anche di proporzioni maggiori.

Niscemi sulla cartina geografica
Niscemi sulla cartina geografica – newsmondo.it

Niscemi e il paragone con il disastro del Vajont

“In questo momento stiamo parlando di un movimento franoso che è circa di 350 milioni di metri cubi”, ha spiegato il capo dipartimento della Protezione Civile Fabio Ciciliano, ospite al programma Start di Sky TG24. “Per fare un paragone, il disastro del Vajont del 1963 ha movimentato 263 milioni. Quindi tecnicamente siamo quasi una volta e mezza la quantità di montagna e di territorio e di massa franosa che è caduta rispetto a quella del Vajont”.

A fornire ulteriori dettagli è stato anche il ministro per la Protezione Civile, Nello Musumeci: “Non sappiamo quanto la linea della frana possa ancora estendersi. I tecnici hanno suggerito altri 150 metri. Se consideriamo altri 400 metri in larghezza, sono centinaia le case coinvolte nella zona rossa. Sono case che molto probabilmente non potranno essere più abitate”.

Le indagini e la sospensione dei tributi

Sempre Musumeci ha fatto sapere di aver costituito un team di esperti per valutare il fenomeno e in particolare se il fronte della frana possa “arretrare negli anni verso il centro abitato”. “Ci sarà, come sempre previsto, una sospensione dei tributi, del pagamento delle rate di mutuo e di ogni altra obbligazione per i residenti di Niscemi interessati da quanto avvenuto. Alcune misure credo siano già alla firma, altre hanno bisogno di un  provvedimento di legge e lo affronteremo nel Consiglio dei ministri”, ha aggounto il ministro annunciando anche l’intenzione di proporre nel Consiglio dei Ministri “un’indagine amministrativa” al fine di capire come mai dopo la frana del 1997 a Niscemi non si sia fatto nulla.

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ultimo aggiornamento: 29 Gennaio 2026 17:41

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